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metodo phil mer in between - pronunce, microtime e quantizzazioni

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In Between | Pronunce, Microtime e Quantizzazioni 
Metodo per Batteria di Phil Mer 

In Between di Phil Mer è un metodo per batteria dedicato a uno degli aspetti più sofisticati del drumming moderno: il rapporto tra timing, microtime, pronuncia ritmica e quantizzazione.

Non è un manuale costruito semplicemente attorno a pattern, coordinazione o tecnica strumentale. Il punto centrale è molto più sottile: capire dove cade realmente una nota all'interno del beat e quanto lo spostamento intenzionale di un colpo rispetto alla griglia possa modificare completamente il feel di un groove.

Per un batterista esperto è una distinzione fondamentale. Due groove possono avere esattamente la stessa trascrizione e risultare completamente diversi all'ascolto perché cambia il rapporto microtemporale tra cassa, rullante, hi-hat e suddivisione.

Dal timing perfetto al microtime

Lo studio tradizionale ci abitua a controllare quarti, ottavi, sedicesimi, terzine e suddivisioni irregolari con la massima precisione possibile.

Phil Mer parte da questa consapevolezza e porta il lavoro un passo oltre.

In Between esplora quello che succede tra le suddivisioni convenzionali, entrando nel territorio delle pronunce che non possono essere rappresentate completamente dalla normale notazione occidentale.

Un sedicesimo può essere perfettamente in griglia, leggermente anticipato oppure appoggiato dietro al beat. Una successione di sedicesimi può essere matematicamente uniforme oppure assumere una pronuncia intermedia tra straight e shuffled.

Sono differenze minime sul piano temporale, ma enormi sul piano musicale.

È qui che il concetto di microtime diventa parte integrante del vocabolario del batterista.

Suonare “fuori griglia” senza perdere il controllo

Il concetto più interessante del metodo è che l'irregolarità non viene trattata come errore.

Al contrario, viene studiata come scelta intenzionale.

Per spostare consapevolmente un colpo davanti o dietro alla griglia bisogna prima possedere una percezione molto solida della griglia stessa. Il controllo del microtiming nasce quindi dalla precisione, non dalla sua assenza.

Questo rende In Between particolarmente interessante per chi lavora sul groove a livello avanzato: non si tratta di diventare meno precisi, ma di ampliare il numero di posizioni ritmiche che si è in grado di controllare.

La differenza è quella tra un colpo che arriva in ritardo e un colpo che viene deliberatamente suonato late.

Pronunce ritmiche e drumming organico

Una parte fondamentale del lavoro riguarda il cosiddetto drumming organico.

Molti linguaggi musicali possiedono infatti una propria pronuncia ritmica che va oltre ciò che è scritto sul pentagramma. Samba, bossa nova, reggae, son cubano, second line, blues, jazz, funk, soul e numerosi linguaggi contemporanei possono condividere figurazioni apparentemente simili ma richiedere interpretazioni temporali profondamente differenti.

La semplice lettura della parte non è sufficiente.

Bisogna conoscere il portamento della suddivisione, la relazione tra gli accenti e la pulsazione e il modo in cui le note occupano lo spazio tra un beat e il successivo.

Per affrontare questo problema Phil Mer introduce anche un proprio sistema di indicazioni grafiche basato su frecce e vettori, pensato per rappresentare spostamenti ritmici che la notazione tradizionale fatica a descrivere in modo immediato.

Dal groove umano alla programmazione

Il lavoro sul microtime è estremamente attuale anche nel rapporto tra batterista e produzione musicale.

DAW, loop, drum machine e sistemi di quantizzazione permettono oggi di spostare una nota di pochi millisecondi e cambiare radicalmente il carattere di una parte.

Ma ciò che un producer può fare graficamente trascinando una nota davanti o dietro alla griglia, il batterista deve riuscire a fare fisicamente e musicalmente sullo strumento.

In questo senso In Between mette in relazione due mondi: il drumming tradizionale e la moderna concezione della quantizzazione.

L'obiettivo diventa sviluppare un controllo temporale sufficientemente raffinato da poter scegliere se suonare perfettamente in griglia, davanti al beat, dietro al beat o all'interno di una pronuncia intermedia.

Un metodo per chi considera il groove una materia da studiare

In Between è particolarmente indicato per il batterista che possiede già una buona base tecnica e ritmica e vuole approfondire ciò che normalmente viene affidato all'ascolto, all'imitazione e all'esperienza.

È un libro interessante per chi lavora sul pocket, sulla qualità del groove, sulla capacità di cambiare feel mantenendo la stessa figurazione e sull'interazione con sequenze, click e loop.

Più che aggiungere nuovi pattern al proprio vocabolario, aiuta a modificare il modo in cui vengono suonati quelli che già conosciamo.

Ed è proprio questo il passaggio più importante: rendersi conto che il groove non dipende soltanto da quali note suoniamo, ma da dove le mettiamo.

Il consiglio di Percussion Village

Per sfruttare realmente questo metodo consigliamo di non affrontare gli esercizi soltanto come materiale di lettura.

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Lavorate con il metronomo e, quando possibile, osservate successivamente la forma d'onda o la posizione dei transienti all'interno di una DAW.

Provate lo stesso groove perfettamente quantizzato, leggermente ahead e leggermente behind, senza modificarne dinamiche e orchestrazione. Poi ascoltate quanto cambia la percezione del groove.

È un esercizio estremamente utile perché trasforma un concetto apparentemente astratto come il microtime in qualcosa di immediatamente percepibile.
 

Quando si comincia a sentire davvero la differenza tra nota corretta e nota collocata nel punto giusto, cambia anche il modo di ascoltare i grandi batteristi.

 

Autore: Phil Mer
Titolo: In Between – Pronunce, microtime e quantizzazioni
Editore: Volontè & Co
Codice editore: MB862
Pagine: 96
ISBN: 9788863888638
Contenuti multimediali: audio e video online
Categoria: Metodo per batteria / Groove / Timing / Microtime / Quantizzazioni

 

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